Italo
Calvino, IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO.
Prima edizione: 1947, Einaudi. Edizione
considerata: Oscar Mondadori, 1993
Genere: Romanzo “storico”
Riassunto: Pin è un ragazzo orfano che
vive con la sorella nel “quartiere” di Carrugio Lungo.
Mentre lei intrattiene molti uomini nella sua stanza Pin passa
le giornate in strada o all’osteria. Proprio all’osteria
gli viene “ordinato” da alcuni uomini, gli Amici
dell’osteria, di rubare la pistola al marinaio tedesco che
frequenta sua sorella… La notte successiva Pin approfitta
ruba effettivamente la pistola ma una volta all’osteria si
rende conto che ai “grandi” non interessa più quel furto
e decide di tenere l’arma nascondendola in un posto sicuro,
nel posto più sicuro… che solo lui conosce… quel posto
magico dove i ragni fanno il nido. Viene poi scoperto e,
accusato del furto, viene incarcerato e picchiato (l’arma
non viene però ritrovata). In carcere conosce Lupo Rosso,
ragazzo partigiano, da tutti conosciuto, temuto e stimato e
insieme a lui fugge uccidendo una sentinella. Perde però le
sue tracce poco dopo e si ritrova sperduto in mezzo alla
campagna. Per caso incontra Cugino, anch’egli partigiano con
il quale trascorre un paio di giornate camminando verso una
destinazione a Pin ignota. Giungono finalmente al campo base
dei partigiani della zona e si imbattono nel cuoco, Mancino,
accompagnato dal fidato e ammaestrato corvo, Beubeuf. Poco più
tardi conosce anche la moglie di Mancino, Giglia e gli altri
compagni che tornano dalla battaglia. Passa il tempo e Pin si
inserisce perfettamente nella vita del villaggio con la
mansione di aiuto-cuoco. Un giorno però, per una distrazione
del comandante Dritto il campo va a fuoco e tutto il gruppo è
costretto a rifugiarsi da un’altra parte. Arriva il giorno
della “grande battaglia”, alla quale Pin assiste da molto
lontano, sentendone soltanto i rumori, rimasto al campo con
Dritto, troppo “malato” e Giglia. Al ritorno degli altri,
per un’eccessiva ironia nei confronti della “nuova coppia
Dritto-Giglia”, Pin viene allontanato dal campo… e si
ritrova così nuovamente solo, rattristato anche dal fatto di
non aver ritrovato la sua pistola dove l’aveva sotterrata.
Improvvisamente passa a trovare la sorella e recupera la
pistola, che Pelle le aveva regalato… quindi se ne va e
incontra Cugino, che inizialmente gli chiede di sua sorella…
ma poi se ne pente e ritorna a vedere con Pin quel luogo
magico dove “ogni volta si compie un incantesimo”, dove i
ragni fanno il nido. Finalmente Pin ha trovato il Grande
Amico.
“Inventai una storia che restasse in margine
alla guerra partigiana, ai suoi eroismi e sacrifici, ma nello
stesso tempo ne rendesse il colore, l’aspro sapore, il
ritmo…”
Tematiche:
-la natura.
La natura è spesso “citata” nel romanzo,
specialmente in relazione al rapporto con l’ uomo. Notevoli
gli incipit dei capitoli primo, secondo, quinto e sesto
(natura come simbolo); Oppure il bosco, in cui Pin cerca
rifugio quando è solo, in cui incontra Cugino. Anche la
nebbia sorge per esempio a coprire l’esecuzione dei due
prigionieri fascisti…
-l'amicizia.
L’amicizia si può definire il “filo
conduttore del romanzo” da quando all'inizio Pin, il ragazzo
protagonista, rattristato dal fatto che né i suoi coetanei, né
gli amici dell’osteria lo prendano in considerazione, si
mette "inconsciamente" alla ricerca di un vero
amico, (il Grande Amico), qualcuno che lo capisca, cui possa
mostrare il magico sentiero dove vanno a fare i nidi i ragni.
Ma nonostante i suoi numerosi incontri la ricerca è dura, gli
adulti si riveleranno infatti una continua delusione, da Lupo
Rosso, che lo abbandonerà dopo la fuga del carcere, al
Dritto, che tradirà la guerra per una donna.
Gli adulti sono infatti “una razza ambigua e traditrice”
(p.22)
-la guerra
Questa tematica è approfondita nella seconda
parte della storia, quando Pin capita nella guarnigione del
"Dritto", comandante dei partigiani. Qui vengono
descritti i timori e e le paure di ciascun uomo, i rapporti e
le discussioni tra compagni e gli scherzi sereni di Pin. Prima
di ogni scontro, tra gli uomini del "Dritto" è
sempre presente, inevitabile, la tensione (su cui Calvino
ironizza, per esempio, grazie all’immagine del corvo
portasfortuna babeuf!)
-l’adolescenza
Pin si sente grande, pensa di esserlo
diventato prima del tempo ed è proprio il continuo cercare di
essere adulto che porta Pin ad essere diffidente verso tutti
quelli che lo circondano.
I personaggi:
-Pin
è il protagonista del romanzo, un bambino
orfano di entrambi i genitori allevato dalla sorella, che però
passa il suo tempo senza curarsi più di tanto di lui,
intrattenendo soldati e altri uomini. La sua vita si svolge
per le strade e all’osteria, nonostante abbia anche un
lavoro di garzone da un ciabattino. Non ha amici come lui
vorrebbe, infatti i coetanei lo evitano per i rimproveri delle
madri e i grandi si servono di lui per rallegrarsi un po’.
Si sente in fondo escluso anche da loro, per via della loro
inclinazione “alle armi e alle donne” . Pin tende a
nascondere la sua vera natura di bambino bisognoso d’affetto
sotto l’ironia delle sue battute a volte cattive e sotto
l’uso di un linguaggio volgare “da osteria” appunto.
Nonostante l’apparenza Pin non comprende tutto, anzi è
pieno di dubbi e di confusione, specialmente riguardo alla
gente. Questo per via della sua personalità ancora in
formazione e per la mancanza di una guida stabile (i genitori
per es.) . Le esperienze che compie lo mettono di fronte a una
realtà di guerra, dura e cruda, che lui percepisce come
quella dei “grandi”, come l’unica (p.97 “pin non sa
bene la differenza tra quando c’è la guerra e quando non
c’è. Da quando è nato gli sembra d’aver sentito parlare
sempre della guerra, soltanto i bombardamenti e i coprifuochi
sono venuti dopo.”). Esperienze come la morte (p.84), il
tradimento (di Pelle e di sua sorelle, dalla quale però se
l’aspettava in quanto donna), la sua città deserta,
distrutta dalle bombe e dai rastrellamenti, faranno però
maturare Pin, che alla fine accetterà il Cugino, pur nella
sua ambiguità di adulto, come Grande amico, un amico a cui
mostrare il sentiero. Fisicamente è descritto esile e con
"le lentiggini che gli divorano la faccia come uno sciame
di vespe". Sull’età vagamente si può approssimare ai
dieci, dodici anni, perché è più piccolo di Lupo Rosso che
ne ha 16, ma è abbastanza grande per essere un “balilla”.
-Frick è un
marinaio tedesco e in Germania ha
moglie e bambini. Ha però una relazione con la sorella
di Pin. Il rapporto con Pin prima del furto è scherzoso e il
marinaio gli porta spesso delle sigarette.
–Pietromagro .Incontriamo Pietromagro in due momenti, prima
come proprietario della calzoleria dove Pin lavora, poi come
prigioniero nel carcere fascista, dove Pin viene rinchiuso.
Nella prima immagine Pietromagro appare come un uomo molto
severo, duro nei confronti di Pin, lo picchia e lo sgrida in
continuazione a causa della sua svogliatezza . Al contrario la
seconda immagine fa apparire Pietromagro un uomo malato e
bisognoso di cure. Pin è dispiaciuto di non poterlo portare
con sè nella sua fuga.
–Mancino e Giglia. Mancino
è il cuoco del distretto partigiano. E' un uomo anziano,
tatuato ovunque, con un giubbotto da marinaio e con un
cappuccio di pelo di coniglio sulla testa calva. Ha idee
politiche ben precise e d estremiste. Giglia è la moglie di
Mancino: è una donna molto bella e dagli occhi verdi
“ancora giovane sebbene un po' sfiorita. E’ la principale
figura femminile del romanzo (oltre alla sorella che però
“parla” solo alla fine”) e Pin la considera spesso
ipocrita, rappresenta in fondo l’idea che Pin ha delle donne
in generale. (pagg. 67, 100)
-Pelle è un ragazzo
gracile, sempre raffreddato, con dei piccoli baffi sopra le
labbra sbavate dall'arsura. Si vanta di conoscere ogni più
piccolo nascondiglio del bosco; ha due passioni che lo
"divorano": le armi e le donne. Pelle alcune volte
va in città e quando torna è sempre carico di armi: riesce a
scoprire dove sono nascoste e rischia ogni volta di farsi
prendere pur di aumentare il suo armamento. Non è un buon
compagno; Pin di questo si è subito reso conto, prima di
presentarsi ai partigiani. Pelle era infatti entrato nella
Brigata Nera, solo per avere un mitra, pretendeva il diritto
di proprietà su ogni arma che aveva procurato, non
permettendo ai suoi compagni di usarle. Alla fine tradisce i
compagni e dichiara tutti i nascondigli dei campi. (pagg.77
108)
-Conte, Marchese, Duca e Barone sono quattro
cognati calabresi: sono venuti dal paese per sposare quattro
sorelle emigrate da quelle parti, e stanno sempre per conto
loro sotto la guida di Duca che è il più anziano e si fa
rispettare.
-Zena il lungo è detto "berretta di legno" e
"labbra di bue": questi appellativi riflettono
l'eccessiva pigrizia del personaggio; il genovese infatti
passa giornate intere senza uscire dall'accampamento e
sdraiato sul fieno legge un libro intitolato
"Supergiallo" al chiarore di un piccolo lume ad
olio. (pagg.82, 100)-Carabiniere è un altro partigiano della
Brigata del Dritto; il suo nome allude al precedente mestiere
da lui svolto.E' considerato più ignorante di Duca e più
pigro di Zena il Lungo. Fu suo padre ad arruolarlo nei
Carabinieri, dopo aver visto che era incapace come contadino.
-Il Dritto è un giovane molto magro, figlio di
meridionali emigrati, con un finto sorriso sulle labbra, uno
strano movimento delle narici e palpebre abbassate dalle
lunghe ciglia. Di professione faceva il cameriere; a lui
piaceva fare questo lavoro, ma avrebbe preferito stare tutto
l'anno sdraiato al sole. Invece ha una furia che lo tiene
sempre in moto e gli mette addosso una grande passione per le
armi. Al comando di brigata hanno delle prevenzioni contro di
lui, poichè sono arrivate informazioni poco buone sul suo
conto dal comitato; nelle azioni di guerra infatti vuole
sempre "fare di testa sua" e ama molto comandare e
poco dare l'esempio. Però, quando vuole, è molto coraggioso
ed è per questo che gli hanno affidato quel distaccamento, su
cui non si può fare gran affidamento e serve per tenere isolati degli uomini che potrebbero rovinare gli altri. Quando è
venuto a saperlo, il Dritto si è sentito offeso e da quel
momento passa le giornate sdraiato sul letto nel casolare, con
le braccia sotto la testa e le lunghe ciglia abbassate sugli
occhi. Egli accetta gli scherzi di Pin accennando a un
sorriso; dice che il bambino è l'uomo più in gamba del
distaccamento e che lui è malato e vuole ritirarsi affidando
il comando del distretto a Pin. E' involontariamente lui la
causa dll'incendio che distrugge il distaccamento, e contro di
lui sono presi seri provvedimenti dal comandante Ferriera e
dal commissario Kim. (74,101, 123,148)
-Cugino è descritto come una specie di orco terribile e
buono, un omone dai baffi spioventi e rossicci, occhi azzurri,
sdentato e con il naso un po' schiacciato. Porta uno strano
cappello di lana con il bordo ricamato ed un pon-pon in cima.
La mano che ripetutamente tende a Pin è grandissima, calda e
soffice, sembra fatta di pane, eppure è capace di uccidere
senza incertezze.. E' una persona un po' scontrosa e
solitaria; infatti gira spesso da solo, ma è generoso e
coraggioso. Pensa fermamente che la causa della guerra siano
le donne e si lamenta sempre, sembra che lui solo sappia
quanto la guerra sia faticosa; Cugino è più noioso di
Mancino quando si mette a raccontare la sua storia sulle
donne, ma si capisce che non vuole convincere nessuno e si
lagna per conto suo. Racconta di aver attraversato l'Albania,
la Grecia, la Francia e l'Africa e di aver fatto ottantatrè
mesi di militare negli alpini. Possiamo capire l'origine del
suo odio per le donne quando lui, nel raccontare la sua
storia, dice di aver avuto una moglie che, mentre lui era in
guerra, lo tradiva con altri uomini ricevendo in cambio
denaro. Cugino è un uomo che preferisce restare amico di
tutti, ma non parla mai dietro le spalle e dice tutto senza
peli sulla lingua. Pin si affeziona moltissimo a Cugino, sin
dal giorno del loro primo incontro e permette solo a lui di
entrare in quel luogo magico che è per lui il sentiero dei
nidi di ragno. (pagg. 57,59,103)
–Rina, la sorella di Pin. Detta la "Nera di Carrugio
Lungo" è una prostituta, che ha allevato Pin fin dalla
prima infanzia. il letto nella camera era sempre sfatto,
lasciava sempre tutto in disordine e la donna non
adempiva al suo dovere di tenere pulita e in ordine
l'abitazione.
Non è particolarmente amorevole nei confronti del fratello;
spesso lo picchia e non si cura mai di sapere dove sia durante
la giornata, mentre la sera, quando lei riceve i suoi clienti,
non si accorge quasi se il bambino sia o meno in casa.
Caratterialmente si dimostra egoista; tiene infatti per sè
tutta la stanza e il letto, lasciando per Pin un misero
sgabuzzino in cui dormire. E' opportunista; dopo la fuga del
fratello sarà vista al braccio di un soldato tedesco, per
essere al sicuro dalle retate fasciste (che decimavano gli
abitanti della città) e per condurre una vita agiata, in una
dimora più comoda (l'albergo) e con dei bei vestiti (lo
stesso Pin, saputo ciò, se la figura con addosso una bella
vestaglia di seta azzurra). Inoltre è falsa; pur picchiando
spesso senza motivo il bambino, quando durante
l'interrogatorio i soldati fascisti alzano su di lui le mani,
lei scoppia a piangere.
-Lupo Rosso. E' un giovane partigiano di
sedici anni noto per le sue scorrerie e per i colpi che fa
incassare ai fascisti. E' di idee comuniste, o meglio, come
tiene a precisare, leninista.
Prima di entrare nella brigata del Biondo, ha lavorato come
meccanico alla Todt, per imparare come funzionassero le armi
da fuoco, da sempre sua grande passione. Cambia identità dopo
l'esplosione di un ponte della ferrovia in cui non si sa più
niente del meccanico; da allora diventa per tutti Lupo Rosso.
E' lui stesso a raccontare la ragione del suo nome:
"Quando il commissario mi ha detto che Ghepeù non andava
bene, io gli ho chiesto come mi potevo chiamare e lui mi
detto: "Chiamati Lupo". Allora io gli ho detto:
"Voglio un nome con qualcosa di rosso perchè il lupo è
un animale fascista". Lui mi ha detto: "Chiamati
Lupo Rosso". E' l'unico personaggio di cui viene detta
l'età anagrafica; fisicamente ci viene detto che Lupo Rosso
è un ragazzo grande e grosso, con la faccia livida e i
capelli rasi sotto un cappello a visiera. (38, 141)
–Il commissario
Kim
A lui è dedicato il libro e un intero
capitolo lo vede al centro della narrazione. E' un
intellettuale, uno studente di medicina con il progetto di
diventare psichiatra: tutto infatti per lui deve essere
logico, negli uomini così come nella storia. Per il suo
enorme bisogno di sicurezza sulle cause e sugli effetti e di
logica ha scelto la facoltà di medicina, perchè la
spiegazione di tutto sta nelle cellule in moto e non nella
filosofia. Tuttavia è pieno di umanità: lo si nota da come
parla agli uomini della brigata, con un tono in cui si può
notare quasi una punta di affetto. E anche da come spiega, o
tenta di spiegare, a Ferriera quel furore che è in tutti noi,
innato, per cui tutti combattono, dai fascisti, ai partigiani,
agli intellettuali, agli operai, ai contadini. Inoltre, benchè
nel parlare con gli uomini si dimostri chiaro e logico, quando
è solo i fatti gli appaiono misteriosi e magici, la vita
umana miracolosa; inoltre non si sente sereno, forse perchè
non sa di preciso che cosa vuole, perchè combatte, mentre
capisce appieno per che cosa combatte ciascuno degli uomini
del Dritto, perchè combatte Pin, perchè combatte Pelle,
persino perchè combatte Ferriera. Il nome di battaglia del
personaggio, Kim, è quello del protagonista dall'omonimo
romanzo di Kipling. (capitolo9)
-Gli uomini
dell’osteria. Sono degli uomini non più molto giovani che
si radunano ogni giorno in questo luogo per trascorrere il
tempo; sono privi di moralità e si divertono ad ascoltare Pin
e i suoi pettegolezzi sulla gente del luogo.
Tempo: Il
romanzo è ambientato verso
la fine della seconda guerra mondiale e comprende un arco
temporale abbastanza breve anche se non precisato.
Spazio:
Il libro è ambientato in una piccola
cittadina della Liguria; oltre al paese dove vive Pin e in
particolare all'osteria ci sono anche altri luoghi che
risultano importanti durante il corso della storia. Anzitutto
la prigione, perché è il luogo dove la storia, subisce una
svolta fondamentale (contatto con il primo “vero”
partigiano. Molto significativo è anche l'accampamento dei
partigiani, dove Pin risiede dopo esservi stato condotto da
Cugino.
Infine c’è il sentiero dei nidi di ragno
che è fuori da ogni ambientazione temporale e spaziale .Qui
Pin si rifugia quando si sente solo o triste. Fin dall'inizio,
per Pin questo luogo ha un significato particolare; infatti
qui nasconde la pistola rubata al tedesco e infine si
ripromette di mostrarlo solo ad un vero amico, che ancora non
ha trovato.
Struttura narrativa:
il romanzo è in terza persona e la fabula
coincide con l’intreccio. Non si avvertono fleshback o
preannunci di eventi futuri, la successione temporale
corrisponde a quella narrativa.
Stilemi:
La
narrazione è scorrevole e il linguaggio diventa decisamente
colloquiale nei dialoghi, nei quali si caratterizza anche
espressioni gergali. Le frasi sono speso brevi e incisive…a
volte concetti importanti sono espressi in una riga ma
ripetuti più volte durante il romanzo.