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Linux: specifiche della connessione

Dopo averlo riveduto e corretto alcuni punti, mi appresto a rilasciare una nuova versione di questo documento. Con l'occasione rinnovo l'invito a mandarmi informazioni riguardati i vari provider di cui siete utenti o comunque di cui conoscete l'esistenza per ingrandire la lista un po' limitata dei provider supportati. Gradirei inoltre che coloro che riescono a collegarsi con Linux, me lo faccia sapere allegando alla propria email il risultato del syslog (specialmente quelli di Video On Line) di modo da poter risolvere i problemi di connessione paragonando tra loro i syslog.

Provider Italiani HOWTO
* Versione : 1.1
* Rilasciata : 24/3/1996


INDICE
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0. Introduzione

1. Il protocollo TCP/IP
1.1. Siti e indirizzi
1.2. Collegamenti seriali
1.3. Cosa serve per collegarsi
1.4. Configurazione generale del PPPD
1.5. Debug e Kdebug
1.6. IP statici e dinamici
1.7. I sistemi di autenticazione

2. Configurazione per i diversi provider
2.1. Video On Line
2.2. Italia On Line
2.3. Micronet
2.4. INET
2.5. Nettuno
2.6. Energy

3. Conclusione

4. Contributi



0. Introduzione
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Questo HOWTO si prefigge di aiutare gli utenti di Linux a configurare il proprio sistema per connettersi ai provider italiani spiegando esclusivamente quel minimo che serve del protocollo TCP/IP, senza l'approfondimento di documenti quali il Net-2-HOWTO o la Network Administration Guide a cui rimando per chi fosse seriamente interessato all'argomento.

Il documento e' diviso in due parti.
* Una prima parte di introduzione al funzionamento del protocollo TCP/IP nella quale si spiega come configurare correttamente il proprio sistema.

* Una seconda parte nella quale si parla delle particolarita' di ogni provider e delle ulteriori configurazioni che vanno effettuate in funzione del provider.
Mentre la prima parte e' d'obbligo per tutti, della seconda ognuno puo' leggersi unicamente il preambolo e il paragrafo dedicato al proprio provider.
In futuro mi prefiggo di aggiungere una terza parte in cui spiegare il funzionamento della posta e delle news e la relativa configurazione in funzione del proprio provider. Per chi non potesse farne a meno, Netscape 2.0 per Linux puo' essere configurato alla stessa maniera di come e' configurato per Win o MacOs, qualora i vostri provider vi forniscano queste informazioni.


1. Il protocollo TCP/IP
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1.1. Siti e indirizzi
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Tutti i siti Internet comunicano attraverso un protocollo comune, il TCP/IP, che in realta', non e' un singolo protocollo ma un insieme di protocolli. Per quel che ci riguarda ci limiteremo ad analizzare i due protocolli caratteristici del TCP/IP e cioe'... il TCP e l'IP. Ogni sito e' identificato in modo univoco da una quaterna di numeri (tipo 198.20.45.2) che vanno da 0 a 255 separati da un punto: questo numero si chiama IP.
Quando, a collegamento tra PC e provider avvenuto, si contatta un host tramite il suo nome alfabetico (tipo www.iol.it o sunsite.unc.edu), nella realta' viene richiesto ad una computer sulla rete (che si chiama nameserver) la traduzione del nome alfabetico nel corrispettivo numerico e automaticamente i pacchetti di dati vengono spedito verso il sito destinatario identificato dal suo indirizzo in formato numerico.
Attraverso un meccanismo che non stiamo qui a descrivere (perche' non e' il luogo) i nodi di Internet instradano i pacchetti attraverso la rete. Quello che interessa ora e' capire come un computer da casa si collega alla rete tramite rete telefonica.

1.2. Collegamenti seriali
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Esistono due tipi di protocolli che permettono a due siti TCP/IP di collegarsi utilizzando un collegamento seriale tipo due modem attraverso una linea telefonica, due modem attraverso attraverso una linea ISDN o due computer collegati per mezzo di un cavo dalle due porte seriali.
Questi protocolli si chiamano SLIP (Serial Link Internet Protocol) e PPP (Point-to-Point Protocol). Storicamente il PPP e' venuto dopo e si pone come un'evoluzione dello SLIP, in quanto, oltre a fornire un collegamento come quello di SLIP, comprime automaticamente i dati, puo' spedire pacchetti di dati di protocolli diversi tra loro (TCP/IP di Unix e IPX/SPX di Novell) oltre a molte altre feature di scarso interesse a questo punto del documento.
Il kernel di Linux li supporta tutti e due ed esistono svariati programmi che configurano Linux per questi due collegamenti : i piu' conosciuti sono PPPD e DIP.

1.3. Cosa serve per collegarsi
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Per collegarsi e' necessario aver compilato il kernel avendo risposto si ai seguenti punti :
* Supporto della rete TCP/IP
* Protocollo SLIP
* Protocollo PPP
I protocolli SLIP o PPP possono essere anche compilati come moduli e caricati solamente quando sono necessari. A riguardo, ricordatevi che i moduli generati non sono solo ppp.o e slip.o, ma sopratutto slhc.o che va caricato prima delgi altri due moduli e scaricato dopo ! Oltre cio', servono i programmi di connessione. I piu' conosciuti sono PPPD per il protocollo PPP e DIP per il protocollo SLIP.
Questo documento, per ora, tratta solo la connessione PPP.

1.4. Configurazione generale del PPPD
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Il PPPD e' un programma molto particolare. E' un demone, ovvero uno di quei programmi che, una volta lanciati, si mettono in "background" (per utilizzare una terminologia Win) e funzionano senza che l'utente se ne accorga. Il PPPD gestisce il traffico di pacchetti TCP/IP, praticamente assolve il ruolo del Distinct o del Trumpet sotto Windows. Le molteplici opzioni, che potete scorrere nel man di PPPD, possono essere passata attraverso sia la linea di comando sia raccolte in nel file /etc/ppp/options.
Le opzioni spiegate in questa prima parte, dato che riguardano unicamente dalla configurazione di Linux e dall'hardware del computer, sono da considerarsi universali a prescindere da qualunque provider e conviene quindi raccoglierle nel file /etc/ppp/options.
Le opzioni spiegate nella seconda parte dipendono strettamente dal provider a cui ci si collega e conviene quindi raccoglierle come parametri di comando per il PPPD in uno script apposito cosi' da lasciare la liberta' di poter accedere a provider diversi. (Per chi non sapesse cos'e' uno script : e' un piccolo programma scritto con i comandi della shell. Praticamente un file .BAT per chi conoscesse solo DOS)
Il parametro fondamentale da inserire nel file /etc/ppp/option e':
connect /etc/ppp/chat-script
Questo parametro dice a PPPD che vogliamo chiamare un punto della rete Internet il quale a sua volta sta aspettando che qualcuno si colleghi, ma che il collegamento PPP sara' disponibile solo dopo aver compiuto una serie di operazioni contenute nello script /etc/ppp/chat-script. Nella seconda parte troverete questo script per ogni provider commentato dettagliatamente. L'opposto di connect e' passive, ovvero si dice PPPD di attendere che qualcuno chiami per effettuare una connessione PPP con una certa porta seriale.
Ma come si fa a dire a PPPD che porta seriale deve utilizzare ? Questo e' il secondo parametro : la porta di comunicazione. La scelta e' da farsi tra i device utilizzabili:
/dev/cua0 per la COM1:
/dev/cua1 per la COM2:
/dev/cua2 per la COM3: e via dicendo

oppure, se avere gia' spiegato a Linux a quale porta e' collegato il vostro modem (per esempio tramite il setup della Slackware) :
/dev/modem
Inoltre bisogna dire a che velocita' volete comunicare con la seriale a cui e' collegato il modem, generalmente un numero superiore alla velocita' di collegamento qualora abbiate un modem che supporta la compressione, esempio :
115200
Non tutte le velocita' sono pero' lecite se si usa il PPPD 2.1.1 che e' la migliore se si utilizza un kernel della seria 1.2.x. In questo caso, infatti, la porta puo' funzionare al massimo a 38400 baud. Come andare piu' forte quindi? Semplice (o quasi). Basta dire al kernel di lavorare a velocita' maggiori ogni qual volta si presenta 38400.
Per far cio' si usa il comando setserial (e' bene metterlo in rc.local) con la seguente sintassi : setserial /dev/cua1 spd_vhi
Il parametro spd_vhi indica al kernel di lavorare a 115200 baud anche se l'applicazione richiede 38400 baud. Dato pero' che ci sono programmi che comunicano con la seriale senza impostarne la velocita' e' bene farlo sempre nell'rc.local con il comando : stty 38400 < /dev/cua1
Dato che nella maggior parte delle volte non si utilizza un collegamento seriale diretto, e' ottima cosa dire al PPPD che state utilizzando un modem attraverso due opzioni :
modem
crtscts
Il tipo di pacchetti che deve passare attraverso il collegamento seriale e regolato dal netmasking il cui valore per questo tipo di collegamenti e':
netmask 255.255.255.0
Qualora notiate negli script di collegamento dei programmi per Win valori di netmask diversi, sostituiteli e fatemi sapere. Il PPPD 2.2.0 dovrebbe dedurre da solo il valore del netmask dal tipo di IP che viene assegnato senza che l'utente indichi alcunche'.
L'ultimo parametro globale e' :
defaultroute
il quale dice a Linux che il collegamento che state effettuando e' quello per il resto del mondo : Internet.
1.5. Debug e Kdebug
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Per analizzare le fasi cruciali del collegamento, qualora qualcosa non funzionasse, il PPPD mette a disposizione due opzioni, debug e kdebug, che mostrano all'utente la fase di negoziazione precedente al collegamento definitivo. Tramite l'analisi di queste informazioni, per la verita' un po' criptiche, si puo' capire se il collegamento non e' andato a buon fine per un paramtro sbagliato o per una password scorretta. Per poter vedere il risultato di queste opzioni non viene direttamente a video, ma deve passare attraverso il SYSLOGD. Il SYSLOGD e' un demone, come il PPPD (lo si deduce dall'ultima lettera, una D), che si occupa di registrare tutti i messaggi che il kernel scambia con le varie applicazioni. Il settaggio di questo demone risiede in /etc/syslog.conf.
Per PPPD 2.1.2 bisogna aggiungere a questo file la seguente linea : local2.* /dev/console
Per PPPD 2.2.0 invece la seguente :
daemon.* /dev/console
Mi raccomando due cose :
! tra * e /dev non ci vogliono spazi ma TAB
! per accettare nuove opzioni il syslog va killato e fatto ripartire
con una procedura strana, a me sembra che convenga fare reboot quando lo si modifica. Per chi volesse piu' informazioni su questo potentissimo strumento di Linux puo' leggersi il man ssyslog.conf o /usr/doc/sysklogd/README.linux.
In questo modo le informazioni sulla connessione vengono a video. Si volesse salvare il contenuto per vederlo successivamente e capire, basta sostituire /dev/console con il path di un file dove si vuole finisca il contenuto. Potrebbe essere il file che mi mandate assieme alla fatidica domanda : perche' diavolo non riesco a collegarmi ?
L'opzione debug da solo informazioni generali, mentre kdebug tira in ballo anche le comunicazioni con il kernel e ammette una sub-opzione che dipende dalla versione del PPPD che specifica quanto approfondite si vogliono le informazioni. Io consiglio
debug
kdebug 1


1.6. IP statici e dinamici
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Ad ogni provider, oltre al proprio, vengono assegnati un numero finito di IP da assegnare a coloro che si collegano. Generalmente la quantita' di IP dipende dai modem disponibili al collegamento e quindi a quanti utenti si possono collegare contemporaneamente di modo tale da assegnare ad ogni utente che si collega un IP a caso tra quelli a disposizione non ancora utilizzati. Prima di effettuare il collegamento SLIP, l'utente deve essere a conoscenza dell'IP che gli e' stato assegnato. Con il PPP no. Infatti il collegamento PPP, durante la fase di negoziazione, puo' dedurre da solo quale IP sia stato assegnato al computer che sta chiamando attraverso l'opzione :
noipdefault
Qualora il vostro IP sia sempre quello si omettera' noipdefault e si inseriranno i due IP separati da due punti (:), ovvero il proprio IP e quello del provider al quale ci si collega :
:
Questa opzione, pero', e' del tutto ridondante in quanto Linux e' in grado da solo di dedurre queste informazioni se avete compilato correttamente /etc/hosts ed /etc/resolv.conf come spiegato piu' avanti.
1.7. I sistemi di autenticazione
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Il protocollo PPP supporta due diversi tipi di autenticazione, ovvero di sistemi attraverso cui il provider verifica chi e' dall'altra parte della linea : il PAP (Password Authentication Protocol) ed il CHAP (Cryptographic Handshake Authentication Protocol). Le differenze non sono sostanziali, a parte che il CHAP e' piu' sicuro perche' cripta tutte le password che scambia, mentre il piu' utilizzato sembra essere il PAP.
In funzione del metodo di autenticazione che utilizza il provider, dovrete compilare opportunamente i file /etc/ppp/pap-secrets o /etc/ppp/chap-secrets, due file che ammettono lo stesso formato:
client server secret IP-address
L'ultimo parametro e' inutile per chi chiama. Gli altri tre corrispondono, nell'ordine a :
login nome-del-server-che-risponde password
Nel secondo campo consiglio sempre di lasciare un *, dato che non sempre, con i centralini a ricerca automatica, risponde sempre lo stesso server.
Gli altri due campi dipendono dal provider, ma non sempre sono la login e la password assegnati.

2. Configurazione per i diversi provider
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La configurazione in funzione dei vari provider passa attraverso l'aggiornamento di due file e la creazione di uno script di collegamento. Il primo dei due file da aggiornare e' /etc/hosts dove vanno aggiunti il proprio IP assegnato qualora fossimo sicuri che sia sempre quello (tipo Inet) oltre all'IP numerico del proprio provider seguito dall'indirizzo alfabetico.
Il secondo file da aggiornare e' /etc/resolv.conf che da istruzioni a Linux circa la traduzione degli indirizzi alfabetici in indirizzi numerici. Infatti oltre al campo che contiene il dominio di appartenenza del proprio computer (ad esempio : domain vol.it) va inserito anche l'indirizzo numerico del nameserver a cui chiedere la conversione (ad esempio : nameserver 198.23.21.1). Spesso l'indirizzo del nameserver coincide con quello del provider inserito nel file /etc/hosts. Qualora si utilizzi un provider non incluso in questo documento, tentate di indicare il nameserver con la tecnica indicata sopra.
Lo script da creare e' il sopracitato /etc/ppp/chat-script che istruisce un piccolo programmino (chat) tramite una semplice sintassi "aspetta-la-sequenza-di-caratteri" "manda-la-sequenza-di-caratteri" a comporre il numero di telefono e compilare automaticamente quelle richieste che talvolta precedono l'accesso al servizio PPP o SLIP. Ricordatevi che /etc/ppp/chat-script e' un file che va eseguito e quindi deve avere l'autorizzazione ad essere eseguito. Per essere sicuri, digitate chmod 777 /etc/ppp/chat-script dopo che lo avete creato.

2.1. Video On Line
------------------

Nel file /etc/hosts va inserito il seguente campo
194.20.32.1 vol.it

Nel file /etc/resolv.conf vanno inseriti i seguenti campi
domain vol.it
nameserver 194.20.32.1

Video On Line supporta l'IP dinamico e tutti i modem sono in attesa per essere collegati direttamente al servizio PPP con autenticazione PAP con la propria login come campo client e la propria password come secret. Quindi nel file /etc/ppp/pap-secrets dovrete inserire il seguente campo :
*
Lo script di connessione /etc/ppp/pap-secrets e' il seguente :
#! /bin/sh
chat -v -t60 "" "ATDP-numero-di-telefono" "CONNECT"

2.2. Italia On Line
-------------------

Italia On Line NON SUPPORTA VOLONTARIAMENTE Linux. Infatti ha scelto
di utilizzare le stesse chiavi di autenticazione PAP per TUTTI gli utenti in quanto la dirigenza non si e' fidata a consegnare nelle mani di Windows NT (il software che utilizzano tutt'ora e che e' causa di gran parte dei problemi) un database PAP di 30.000 utenti. Cosi' fino a poco tempo fa tutto funzionava semplicemente inserendo nel file /etc/ppp/pap-secret :
marco * marco
Stessa login e password per tutti (Marco e' il nome del programmatore del client di IOL), mentre ora il controllo e' affidato al server al quale si e' connessi il quale controlla che sui sistemi connessi giri il client di IOL e verifica i dati che sono stati inseriti nel client al momento della connessione. Qualora il client non stia girando, dopo 5 minuti la linea viene buttata giu'.
Cosi' per Linux non c'e' niente da fare, o meglio ci sarebbe una soluzione in quanto esite un programmino commissionato da Italia On Line che gira sotto tutti gli Unix e che emula la presenza del client di IOL, ma che non e' stato ancora distribuito malgrado sia pronto da prima dello SMAU '95.
Se volete che Italia On Line SUPPORTI LINUX, mandate un email al signor Patrizio Colombo ptrz.clmb@iol.it, responsabile di IOL per l'hot line. Lui è a conoscenza dell'esistenza del software Linux, e, caldamente invitato delle nostre email, potrebbe aiutarci a far attivare anche il supporto per Linux. Sia ben chiaro, NON E' LUI IL RESPONSABILE DELL'OSTRACISMO DI IOL VERSO LINUX, anzi, ma essendo IOL un provider su larga scala, non può permettersi di lanciare il sasso e ritirare la mano, ma, qualora intenda supportare Linux, deve farlo in modo completo, organizzando software, help on line, etc. etc., ovvero muovere un organizzazione giustificabile solo da determinati numeri di utenti.
Nel frattempo spiego i settaggi qualora qualcuno volesse anche solo tentare la connessione per pochi minuti.
Nel file /etc/hosts va inserito il seguente campo
194.20.24.1 iol.it
Nel file /etc/resolv.conf vanno inseriti i seguenti campi
domain iol.it
nameserver 194.20.24.2
Lo script di connessione /etc/ppp/pap-secrets e' il seguente :
#! /bin/sh
chat -v -t60 "" "ATDP-numero-di-telefono" "CONNECT"

2.3. Micronet
-------------
Micronet non supporta nessun sistema di autenticazione in quanto prima di accedere alla connessione PPP bisogna aver inserito login e password.
Nel file /etc/hosts va inserito il seguente campo
194.20.45.1 micronet.it
Nel file /etc/resolv.conf vanno inseriti i seguenti campi
domain micronet.it
nameserver 194.20.45.1
Lo script di connessione /etc/ppp/pap-secrets e' il seguente :
#! /bin/sh
chat -v -t60 "" "ATDP-numero-di-telefono" "CONNECT" "" "rname:"
"proprio-user-name" "sword:" "propria-password" "net.it>" "ppp"
Attenzione !
A collegamento avvenuto, qualora abbiate attive le opzioni di debug, noterete che sistematicamente appaiono due informazioni riguardanti l'LCP. Noterete che sono una 'recv REQ', una richiesta da parte del server, seguita da una 'send REP'. Non ho ancora capito se e' a causa di qualche settaggio che va aggiunto o se e' una procedura normale. Ho comunque verificato di persona che il collegamento non presenta nessun problema, anche per ore di seguito.
2.4. Inet
---------
Inet assegna un IP ad ogni utente, quindi non bisogna mettere l'opzione noipdefault nel file /etc/ppp/options. Non supporta sistemi di autenticazione in quanto prima di accedere alla connessione PPP si deve passare attraverso due login.
Nel file /etc/hosts vanno inseriti i seguenti campi
194.20.8.4 inet.it
.inet.it
Nel file /etc/resolv.conf vanno inseriti i seguenti campi
domain inet.it
nameserver 194.20.8.4
Lo script di connessione /etc/ppp/pap-secrets e' il seguente :

#! /bin/sh
chat -v -t60 "" "ATDP-numero-di-telefono" "CONNECT" "" "rname:" "proprio-user-name" "sword:" "prima-password" "net.it>" "ppp" "tname:" "proprio-user-name" "sword" "seconda-password" "system"

2.5. Nettuno
------------

Nettuno assegna un IP ad ogni utente, quindi non bisogna mettere l'opzione noipdefault nel file /etc/ppp/options. Non supporta sistemi di autenticazione in quanto prima di accedere alla connessione PPP si deve passare attraverso un login.
Nel file /etc/hosts vanno inseriti i seguenti campi
.mo.nettuno.it
Nel file /etc/resolv.conf vanno inseriti i seguenti campi
domain mo.nettuno.it
nameserver 193.43.2.1
nameserver 130.186.1.53
Lo script di connessione /etc/ppp/pap-secrets e' il seguente :
#! /bin/sh
chat -v -t60 "" "ATDP-numero-di-telefono" "CONNECT" "" "rname:" "proprio-user-name" "ssword" "propria-password" ">" "ppp" "ostname" "proprio-IP" "word" "password-per-ppp"

2.6. Energy
-----------

Nel file /etc/resolv.conf vanno inseriti i seguenti campi
domain energy.it
nameserver 194.20.155.1

Lo script di connessione /etc/ppp/pap-secrets e' il seguente :

#! /bin/sh
chat -v -t60 "" "ATDP-numero-di-telefono" "CONNECT" 3. Contributi
=============

Si ringrazia per la preziosa collaborazione :
* Riccardo Castello rcastel@micronet.it
* Paolo Dell'Aquila pdella@iol.it
* Marco 'Markino' Sacchi markino@energy.it



4. Conclusione
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Chiunque mi possa dare un mano, il mio indirizzo e' :
flash.egon@iol.it.
Aspetto informazioni sugli altri provider italiani per aggiornare il documento, dati di ogni genere come script di connessione per il Trumpet o per il Distinct assieme al file socket.ini che riporta l'indirizzo del nameserver (mi raccomando il nameserver !).
Aspetto anche conferme che le istruzioni che ho dato sono corrette.
Non ho provato fisicamente tutti i provider. Presumo di aver scritto anche qualche imprecisione, spero che siate clementi nel correggermi.

Attendo anche eventuali domande in seguito alle quali migliorero' l'HOWTO nelle sue parti piu' oscure e grazie alle quali scrivero' anche una FAQ da allegare a questo HOWTO.
Grazie in anticipo a tutti per la collaborazione !!!

Alberto Menegazzi
flash.egon@iol.it
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Linux, the choice of the GNU generation
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