Crittografia: cenni storici
Maggio 1976, Stati Uniti: "siamo all'inizio
di una rivoluzione nella crittografia". Con queste parole
inizia "New Directions in Cryptography", un articolo
scritto da Whitfield Diffie e Martin Hellman, pubblicato sulle
"IEEE Transactions on Information Theory" del novembre
'76, nel quale si annuncia l'invenzione della chiave pubblica,
un sistema rivoluzionario di cifratura delle informazioni.
Qualche anno più tardi i sistemi di crittografia a
chiave pubblica verranno utilizzati per lo sviluppo di strumenti
in grado di garantire sicurezza e riservatezza alle comunicazioni
elettroniche in rete. La crittografia a chiave pubblica, altrimenti
detta a "doppia chiave", e' una tecnica semplice
e sofisticata al tempo stesso: ogni utente e' in possesso
di due chiavi, una privata, strettamente personale, da custodire
gelosamente, e una pubblica, che può essere liberamente
divulgata e trasmessa anche attraverso canali di comunicazione
non sicuri. La chiave pubblica viene impiegata per la codifica
dei messaggi, per trasformare un testo in chiaro in un testo
crittografato, impossibile da leggere e decifrare. Per mandare
un messaggio riservato non si dovrà semplicemente utilizzare
la chiave pubblica del destinatario per la codifica (detta
anche criptazione del messaggio). Per il passaggio inverso
la chiave pubblica e' inutile: il testo può essere
decodificato (decriptato) unicamente utilizzando la chiave
privata, rimasta al sicuro nelle mani del destinatario all'interno
del proprio computer o su un dischetto ben custodito sotto
chiave. E' come se si utilizzasse una cassetta postale molto
profonda, con una serratura in cima, che può essere
aperta con la chiave pubblica, e una sul fondo, che solo la
chiave privata può sbloccare. Chiunque può farmi
arrivare un messaggio inserendolo nella cassetta con la chiave
pubblica, che posso distribuire tranquillamente, ma solo io
con la mia chiave privata posso aprire il fondo della cassetta
per far cadere i messaggi nelle mie mani. Il metodo matematico
alla base della crittografia a chiave pubblica si basa sui
numeri primi e su funzioni matematiche che e' quasi impossibile
invertire. Dati due numeri primi, e' molto facile stabilire
il loro prodotto, mentre e' molto più difficile determinare,
a partire da un determinato numero, quali numeri primi hanno
prodotto quel risultato dopo essere stati moltiplicati tra
loro. Invertire il prodotto di due numeri primi e' ancora
più difficile quando si tratta di un numero composto
da molte cifre. E' per questo che si parla di chiavi private
"a 256 bit" o a "512 bit", utilizzando
la lunghezza della chiave crittografica come una misura della
sua robustezza. Grazie alla crittografia a doppia chiave,
i messaggi di posta elettronica e qualunque altro documento
in grado di transitare su di una rete di computer possono
soddisfare tre fondamentali caratteristiche della sicurezza.
In primo luogo e' possibile spedire messaggi "in busta
chiusa", cioè leggibili dal solo destinatario.
E' inoltre possibile autenticare i messaggi, avere la certezza
che un testo elettronico ci viene spedito da una certa persona,
oppure certificare la paternità di un messaggio utilizzando
una "firma digitale", un insieme di caratteri che
può essere generato solo da chi e' in possesso della
chiave privata. L'autenticità della firma e' verificabile
utilizzando la chiave pubblica del "firmatario".
La terza caratteristica dei sistemi a doppia chiave e' quella
di garantire l'integrità dei messaggi. Possiamo avere
la certezza che un messaggio non e' stato in alcun modo manipolato
durante il suo transito in rete. La nascita della crittografia
a chiave pubblica, lungi dall'essere una semplice speculazione
matematica, ha come primo effetto quello di minare l'egemonia
che la National Security Agency, NSA, aveva esercitato negli
Stati Uniti fino alla pubblicazione dell'articolo di Hellman
e Diffie. Nsa aveva controllato per decenni lo sviluppo delle
tecnologie di crittografia, rendendo impossibile il lavoro
dei programmatori con delle intricate procedure per i brevetti
ed equiparando gli strumenti crittografici alle armi pesanti,
la cui esportazione e' impossibile senza una esplicita approvazione
governativa. Gli strumenti per il controllo della privacy
non potevano essere gestiti dai singoli cittadini, ma era
il governo degli Stati Uniti a reclamare per sé, in
maniera paternalistica, il controllo su strumenti che avrebbero
potuto garantire la sicurezza delle comunicazioni e l'anonimato
di soggetti particolarmente a rischio, come perseguitati politici
o attivisti per i diritti umani che operano in zone di guerra.
Hellman e Diffie danno il primo colpo di piccone per la conquista
della "privacy per le masse". I due sviluppano le
loro teorie alla Stanford University, all'interno del laboratorio
di intelligenza artificiale guidato da John McCarty.
L'algoritmo RSA
Nel 1978 Ronald Rivest, Adi Shamir e Leonard Adleman, tre
giovani professori del MIT, sviluppano la prima applicazione
pratica basata sulle tecniche di crittografia a doppia chiave.
Si tratta di una procedura di calcolo per la cifratura di
messaggi che prenderà il nome di "algoritmo RSA",
dalle iniziali dei suoi tre inventori. Nel corso degli anni
l'algoritmo RSA ha più volte dimostrato la sua robustezza:
in un esperimento del 1994, coordinato da Arjen Lenstra dei
laboratori Bellcore, per "rompere" una chiave RSA
di 129 cifre, svelando il meccanismo con cui quella chiave
generava messaggi crittografati, sono stati necessari 8 mesi
di lavoro coordinato effettuato da 600 gruppi di ricerca sparsi
in 25 paesi, che hanno messo a disposizione 1600 macchine
da calcolo, facendole lavorare in parallelo nei loro "tempi
morti", collegate tra loro attraverso l'Internet. Data
la mole delle risorse necessarie per rompere la barriera di
sicurezza dell'algoritmo RSA, e' chiaro come un attacco alla
privacy di un sistema a doppia chiave non sia praticamente
realizzabile. Inoltre, poichè i programmi di crittografia
attualmente a disposizione prevedono chiavi private con una
"robustezza" che raggiunge e supera i 2048 bit,
questi sistemi crittografici risultano praticamente inattaccabili,
e l'ordine di grandezza dei tempi necessari alla rottura di
chiavi di questo tipo cresce rapidamente, passando in fretta
dai mesi alle decine di anni. Il governo americano mette i
bastoni tra le ruote all'algoritmo RSA: viene deciso che i
programmi basati su questo algoritmo si possono utilizzare
liberamente negli Stati Uniti, ma la loro esportazione costituisce
reato, dal momento che gli strumenti crittografici sono equiparati
alle armi pesanti. Da qui le proteste dei vari produttori
di software per la crittografia. Un altro ostacolo allo sviluppo
di strumenti crittografici e' dovuto al fatto che i tre inventori
del sistema RSA decidono nel 1982 di brevettare il loro algoritmo,
cioè un insieme di regole matematiche, costituendo
un precedente unico nella storia della scienza. Viene spontaneo
chiedersi cosa sarebbe successo se qualcuno avesse deciso
di brevettare le regole necessarie per le quattro operazioni.
In seguito al brevetto, Rivest, Shamir e Adleman fondano la
RSA Data Security Inc, una compagnia nata per lo sfruttamento
commerciale del loro sistema di crittografia. Nonostante le
restrizioni statunitensi all'utilizzo dell'algoritmo RSA,
al di fuori degli USA, dove il governo americano non ha potere
e gli algoritmi non sono coperti da brevetto, iniziano a diffondersi
numerosi programmi ispirati alla tecnica RSA.
Pretty Good Privacy
Nel giugno 1991 lo statunitense Philip Zimmermann realizza
e distribuisce gratuitamente il programma PRETTY GOOD PRIVACY
(PGP) un programma di crittografia "a doppia chiave"
basato sulle tecniche brevettate da Rivest, Shamir e Adleman.
PGP permette di mantenere la privacy e la sicurezza dei propri
dati personali in formato elettronico. I messaggi di posta
elettronica sono come delle cartoline, che possono essere
lette da tutti, come in realtà avviene in molti Paesi
in cui vige un controllo repressivo delle informazioni. Grazie
al PGP e' possibile scambiarsi via email anche l'equivalente
di una lettera in busta chiusa. Per la realizzazione di PGP,
Zimmermann viene citato in tribunale dalla RSA Data Security
Inc. per violazione del brevetto sull'algoritmo RSA, e accusato
dal governo degli Stati Uniti di esportazione illegale di
strumenti crittografici. Entrambe le cause finiscono nel nulla.
L'accusa di esportazione illegale viene ritirata nel 1996,
mentre la controversia con RSA verrà mediata da James
Bruce del Massachussets Institute of Technology, che spingerà
le due parti in causa alla collaborazione per la realizzazione
delle nuove versioni di PGP a partire dalla 2.5. Zimmermann
verra' insignito nel 1995 da uno degli "awards"
della Electronic Frontier Foundation, i riconoscimenti assegnati
dalla prestigiosa fondazione a tutti coloro che ogni anno
danno un contributo determinante alla libertà della
frontiera elettronica. L'importanza della crittografia verrà
affermata nell' autunno '92 da Timothy May, che nel manifesto
del movimento Crypto-anarchico afferma che "Proprio come
un'invenzione apparentemente minore come il filo spinato ha
reso possibile il recintare vasti ranch e fattorie, alterando
così per sempre il concetto di terra e i diritti di
proprietà, così anche la scoperta apparentemente
minore di una branca arcana della matematica diventerà
come le cesoie da metallo che smantelleranno il filo spinato
attorno alla proprietà intellettuale". E' interessante
leggere l'introduzione fatta da Zimmermann al manuale d'uso
che viene distribuito assieme al PGP:
"Che accadrebbe se tutti pensassero che i cittadini onesti
usano solo cartoline per la loro posta ? Se qualche persona
per bene volesse usare una busta chiusa per proteggere la
sua privacy, desterebbe dei grossi sospetti. Forse le autorità
aprirebbero la sua posta per controllare cosa nasconde. Fortunatamente
non viviamo in un mondo fatto così, perchè tutti
proteggono la maggior parte della loro posta chiudendola in
una busta. In questo modo nessuno dà adito a sospetti
facendo rispettare la sua privacy con una busta, perchè
è una pratica molto diffusa. I grandi numeri danno
sicurezza. Analogamente, sarebbe bello se tutti usassero abitualmente
la crittografia per la loro posta elettronica, indipendentemente
dal contenuto più o meno riservato. In tal modo nessuno
desterebbe sospetti affermando la privacy della propria posta
elettronica con la crittografia, il cui uso e' una forma di
solidarietà (...) andiamo verso un futuro in cui il
nostro paese sarà attraversato da reti in fibra ottica
ad alta velocità che collegheranno tutti noi ai nostri
computer, sempre più mobili. La posta elettronica sarà
una cosa normale per tutti, non la novità che e' oggi.
Il Governo proteggerà la nostra posta elettronica con
dei metodi crittografici progettati dal Governo stesso. Probabilmente
a molta gente andrà bene. Ma forse delle persone preferiranno
delle misure protettive personali. La proposta di legge al
senato 266 (la proposta per l'introduzione del Clipper Chip,
NdR), una proposta anti-crimine, aveva nascosta al suo interno
una misura preoccupante. Se questa risoluzione non vincolante
fosse divenuta legge, avrebbe obbligato i produttori di attrezzature
per le comunicazioni riservate ad inserire delle speciali
backdoor nei loro prodotti, permettendo al governo di leggere
i messaggi cifrati di chiunque. Nel testo della proposta si
legge: '' ... e' idea del Congresso che i fornitori di servizi
di comunicazione elettronica e i produttori di attrezzature
assicurino che i sistemi di comunicazione permettano al governo
di ottenere il contenuto in testo leggibile di voce, dati
e altre comunicazioni quando autorizzati dalla legge''. Questa
misura e' stata sconfitta dopo rigorose proteste di gruppi
industriali e di difesa delle libertà civili. Ma il
governo da allora ha introdotto altre leggi preoccupanti per
arrivare ad obiettivi simili. Se la privacy viene messa fuori
legge, solo i fuorilegge avranno privacy. I servizi segreti
hanno accesso a della buona tecnologia crittografica. Anche
i grossi trafficanti di armi e di droga. E anche i titolari
di appalti della difesa, le compagnie petrolifere e i giganti
corporativi. Ma la gente normale e le organizzazioni politiche
spontanee per lo più non hanno mai avuto accesso, finora,
ad una tecnologia di crittografia a chiave pubblica di "livello
militare" che fosse economicamente accessibile. Il PGP
permette alla gente di prendere la privacy nelle sue mani.
C'e' una crescente necessità sociale per questo. Ecco
perchè l'ho scritto."
La sconfitta del DES
Il 17 luglio 1998 la Electronic Frontier Foundation diffonde
un comunicato stampa con il quale annuncia la definitiva sconfitta
del DES, lo standard crittografico promosso dal governo Usa
e dalla National Security Agency, meno sicuro di altri sistemi
crittografici ma decisamente più facile da controllare
per gli agenti governativi. Per dimostrare i gravi rischi
di sicurezza a cui si sottopone chi utilizza il DES, la EFF
costruisce il primo apparecchio Hardware non coperto dal segreto
di stato per decodificare i messaggi crittografati utilizzando
il Data Encryption Standard. I risultati di questo sforzo,
costato 250.000 dollari e quasi un anno di lavoro, sono documentati
in un libro realizzato dalla EFF ed edito dalla O'Reilly,
dal titolo "Cracking DES: Secrets of Encryption Research,
Wiretap Politics, and Chip Design." Il libro contiene
tutta la documentazione necessaria a riprodurre il "DES
Cracker", realizzabile a partire da un normale personal
computer domestico. Il testo è disponibile unicamente
in versione cartacea perchè secondo le leggi USA in
materia di esportazioni e' reato pubblicare questo tipo di
informazioni sull'Internet. Fino al 17 luglio, gli esponenti
del governo statunitense affermavano con convinzione che sarebbero
stati necessari diversi mesi di calcoli effettuati su sistemi
informatici multimiliardari per decifrare i messaggi protetti
dal DES. Nel comunicato stampa della Electronic Frontier Foundation,
Barry Steinhardt, il direttore esecutivo della fondazione,
afferma che "la pretesa inviolabilità del DES
e' stato un argomento utilizzato per giustificare politiche
di crittografia debole e di "key recovery". E' tempo
di avviare un dibattito serio e ben informato, che porti a
una inversione di queste tendenza." A Steinhardt si aggiunge
la voce di John Gilmore, cofondatore della Eff e direttore
del progetto DES: "La EFF ha dimostrato ciò che
gli scienziati avevano intuito già da vent'anni, e
cioè che il DES può essere violato in maniera
rapida ed economica. Ora che i cittadini lo sanno, non potranno
più essere raggirati con l'acquisto di prodotti che
promettono di assicurare la privacy con l'utilizzo del DES."
Il Data Encryption Standard, che fa uso di "chiavi"
a 56 bit, era stato progettato da IBM e modificato dalla National
Security Agency per essere adottato come standard federale
nel 1977.